July 2008

L'utente root

Per quanto riguarda la sicurezza del pc, Linux rappresenta la perfezione. E non mi sto riferendo soltanto alla perfetta inutilità di antivirus, firewall, antiadware e simili ma anche al completo controllo dell'utente sul proprio pc. Non tutti sanno che Linux può gestire diversi tipi di utente di cui uno solo, chiamato utente root, ha tutti i privilegi di controllo sul sistema. L'utente root può fare tutto: amministrare, gestire, installare nuove applicazioni ma in ogni momento in cui l'utente root agisce occorre inserire la password dell'utente stesso.

Prevenire è meglio che curare

Bisogna stare attenti
Facciamo una ipotesi: la Microsoft decide di aumentare il costo della licenza d'uso di Windows a 1000 €.
Voi avete bisogno di acquistare un pc, entrate in un negozio e vi trovate davanti prezzi esorbitanti, aumentati di 1000 € rispetto ai prezzi a cui siete abituati (eh sì, perché quando acquistate un pc con Windows preinstallato non ve lo regalano mica!).

Censure garbate, condivisione e accessibilità dell'informazione

Per antonomasia, il software Linux è la madre di tutte le pratiche di condivisione da pari a pari, l'espressione classica dello spirito hacker; ma in ambito telematico vi sono altri territori, ancora poco battuti dalla maggior parte dei naviganti, dove l'etica hacker si sta sviluppando velocemente nei suoi aspetti dello scambio, dell'aiuto reciproco e delle migliorie implementate.

Il sapere

L'hacker è una persona che sa, che possiede delle alte conoscenze tecniche, in sintesi una persona che detiene un sapere pratico, un know-how.
Il know-how, appunto, uno dei vettori fondamentali della cultura hacker. Esso, interpretato anche secondo le letture del modello postfordista per le sue caratteristiche principali: immaterialità, flessibilità, relazionalità e controllo, risulta assumere un ruolo nodale nella comunicazione telematica; diventa la "materia prima" necessaria ai processi comunicativi, produttivi e culturali dello scenario digitale.

La cultura hacker

La cultura hacker dalla sua nascita (MIT 1961), seguendo le evoluzioni principali (ARPAnet 1969; Xerox PARC di Palo Alto inizi anni '70; primo PC 1975; World Wide Web 1990), fino ad oggi, è stata caratterizzata da elementi propulsivi quali l'entusiasmo e la voglia di divertirsi e sperimentare.

Contenuti extra

Questa sezione si allontana un po' dal mondo Linux ma riguarda sempre il software, la programmazione e la libertà.

I repository

Per la maggior parte dei programmi per Linux l'installazione è effettuabile direttamente da internet, scaricando dei pacchetti che vengono poi automaticamente installati sul pc in uso.
I repository sono degli archivi contenenti questo software disponibile su internet. L'esistenza dei repository garantisce l'affidabilità del software e rende immediato il suo utilizzo.
Nel caso di Ubuntu, si possono individuare quattro tipi di repository, in base al software che contengono. I repository di Ubuntu sono:

  1. Main: è il software ufficiale, supportato

I pacchetti

I pacchetti sono un insieme di file che servono a determinate applicazioni per essere eseguite. All'interno dei pacchetti sono presenti degli script che vengono eseguiti dal sistema operativo al momento dell'installazione e che copiano i file necessari nelle cartelle in cui sarà effettuata l'installazione.

Guide pratiche

Questa sezione è dedicata a piccole guide introduttive, spiegazioni ed istruzioni di base che chi vuole avvicinarsi al mondo Linux deve leggere.
Tutte le pagine sono molto brevi perché i concetti spiegati non sono molto articolati. Chi cerca delle guide pratiche più complesse ed avanzate deve consultare la sezione hacks.
Buona lettura!