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Censure garbate, condivisione e accessibilità dell'informazione

Per antonomasia, il software Linux è la madre di tutte le pratiche di condivisione da pari a pari, l'espressione classica dello spirito hacker; ma in ambito telematico vi sono altri territori, ancora poco battuti dalla maggior parte dei naviganti, dove l'etica hacker si sta sviluppando velocemente nei suoi aspetti dello scambio, dell'aiuto reciproco e delle migliorie implementate.

Il sapere

L'hacker è una persona che sa, che possiede delle alte conoscenze tecniche, in sintesi una persona che detiene un sapere pratico, un know-how.
Il know-how, appunto, uno dei vettori fondamentali della cultura hacker. Esso, interpretato anche secondo le letture del modello postfordista per le sue caratteristiche principali: immaterialità, flessibilità, relazionalità e controllo, risulta assumere un ruolo nodale nella comunicazione telematica; diventa la "materia prima" necessaria ai processi comunicativi, produttivi e culturali dello scenario digitale.

La cultura hacker

La cultura hacker dalla sua nascita (MIT 1961), seguendo le evoluzioni principali (ARPAnet 1969; Xerox PARC di Palo Alto inizi anni '70; primo PC 1975; World Wide Web 1990), fino ad oggi, è stata caratterizzata da elementi propulsivi quali l'entusiasmo e la voglia di divertirsi e sperimentare.

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Questa sezione si allontana un po' dal mondo Linux ma riguarda sempre il software, la programmazione e la libertà.

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